Viaggio nel deepweb

Tags : anonymous deepweb tor

Qualche anno fa è spuntato fuori Anonymous, il “collettivo hacker” con cui ormai i giornalisti vanno a nozze, aggiungendolo allo scarso “elenco dei paroloni che fanno effetto su chi non ne sa un cazzo”.

Non so se ci avete fatto caso, ma leggendo articoli di informatica su siti e giornali vari come repubblica/giornale/unità/libero/secolo xix/ecc. ci sono sempre parole in corsivo, come a voler dire che il giornalista le ha scritte perchè sa che fanno figo ma non ne sa il significato.

Hacker
Anonymous
Wikileaks
Proxy
Deep web

Parole che il giornalista preferirebbe non inserire e piuttosto fare un giro di parole assurdo, ma che invece è costretto a mettere.

Sono articoli di informatica?
Quindi si presume che chi legge sappia un minimo della materia, o che comunque sia in grado di approfondire su dizionario/wikipedia/salcazzo i termini che non capisce.

Comunque, ho divagato.

Ero già stato su 4chan prima che Anonymous diventasse l’entità che è ora, e qualcosa (poco) già sapevo delle origini e del proliferare.
Avendo poi seguito lo svolgersi delle operazioni, ho deciso di approfondire, affascinato dall’organizzazione di questa gente.

L’anonimato.
Una cosa che su internet tende ad essere sempre più difficile mantenere, tutto grazie alla spasmodica necessità di stipare ogni singolo fottuto pixel con della pubblicità sempre più mirata all’utente, presentata in contenuti e maniere differenti a seconda dei visitatori, calcolata sulla loro cronologia, sulle loro abitudini, sui loro dati anagrafici e preferenze, raccolte click dopo click.

Certo, se compi azioni poco lecite questo grande fratello risulta essere un dettaglio fastidioso, ecco uno dei motivi che porta la gente a trasferire le proprie attività nel deep web.

Il deep web è una sorta di “internet parallelo”, dove l’anonimato e la sicurezza sono fondamentali.
Si dice che il surface web, ossia la parte di internet in chiaro, quella che frequentiamo tutti i giorni, sia solo il 20% del web, quindi provate a immaginare l’estensione della rete nascosta.
Non essendo indicizzabile dai motori di ricerca, permette la creazione di community legate ad argomenti delicati, come ad esempio il carding, ossia le frodi con le carte di credito.

In merito ho avuto l’occasione di leggere il libro Mafia.com in cui si racconta dei siti di carding russi e ucraini, della loro storia e delle vicende di personaggi importanti di quelle community. Consigliato.

Quindi come funziona?
Ci sono vari sistemi: reti decentralizzate (freenet), protocolli di onion routing (tor), software di distribuzione p2p (osiris) e molti altri, noti, meno noti e completamente sconosciuti.

Tor forse è la più estesa, anche perchè è relativamente facile da raggiungere, infatti è sufficiente scaricare il pacchetto dal sito del progetto (https://www.torproject.org/, estrarlo e avviarlo.

Il software, cifra la nostra connessione e la fa rimbalzare in giro per il mondo attraverso n nodi, rendendoci di fatto difficilmente rintracciabili.
Inoltre ci permette di accedere agli hidden services, ossia domini con estenzione .onion, il cuore della rete tor.

Bene, ma ora che siamo connessi dove andiamo? Cosa cerchiamo?
Non esiste un motore di ricerca, e google sicuramente non ci può aiutare, quindi come si fa?
Alla vecchia maniera, con le liste di link.

Per questo possiamo fare riferimento a “The hidden wiki” (kpvz7ki2v5agwt35.onion/wiki/index.php/Main_Page), una lunga lista di link suddivisi bene o male in categorie.
Una buon’anima ne ha messo online una versione aggiornata, mantenuta e meglio organizzata (http://3suaolltfj2xjksb.onion/hiddenwiki/index.php/Main_Page)

Da qui possiamo cominciare a dare un’occhiata di quello che si può trovare nel deep web.

Purtroppo a fare da padrona è la pedopornografia (ma attenzione ad associarla agli anon), ma si trovano anche tantissime attività commerciali di qualsiasi tipo (carte di credito, account, droghe, oggetti rubati, armi, omicidi su commissione, traffico di organi, identità false, documenti falsi, ecc.), community di estremisti o dissidenti, community di hacker.
Ci sono anche social network, servizi di chat e mail, rigorosamente tutto anonimo.

Ovviamente i siti raggiungibili tramite la wiki sono abbastanza fuffa, le community che non si vogliono far trovare non si trovano, o comunque hanno rigidissime selezioni all’ingresso…

Personalmente trovo la cosa estremamente interessante, è la libertà di azione e pensiero senza il dover sottostare a nessuna regola o legislazione, è l’internet allo stato puro.

Per ora mi sono limitato al “guardare e non toccare”, nel senso che non partecipo a nessuna community (emi fido poco dei link che trovo).

Se volete dare un’occhiata senza dover installare nulla potete farlo attraverso questo link: http://3suaolltfj2xjksb.onion.to/hiddenwiki/index.php/Main_Page

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